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	<title>Iris Concepimento</title>
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	<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 20:58:16 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;unicità del latte materno</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 20:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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Il latte che la mamma produce è un latte unico, inimitabile, specifico per il proprio bambino, con una composizione ideale per le sue esigenze complessive, non solo nutritive. È sempre pronto per l’uso, alla giusta temperatura, igienicamente adeguato. In realtà il latte materno non è solo il risultato di un perfetto equilibrio fra i vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www2.regione.veneto.it/videoinf/rurale/precedenti/anno%202005/22/img/latte.jpg" alt="" /><br />
Il latte che la mamma produce è un latte unico, inimitabile, specifico per il proprio bambino, con una composizione ideale per le sue esigenze complessive, non solo nutritive. È sempre pronto per l’uso, alla giusta temperatura, igienicamente adeguato. In realtà il latte materno non è solo il risultato di un perfetto equilibrio fra i vari nutrienti, ma è anche ricco di molteplici sostanze ad azione biologica, che sono presenti solo in minima misura nel latte artificiale. Queste sostanze hanno effetti molteplici: aiutano la digestione del bambino, rinforzano il suo sistema immunitario in maniera permanente, maturano il sistema nervoso e gli altri organi, stimolano la produzione del sangue.</p>
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		<title>Quante poppate al giorno?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 20:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
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Orientativamente 8 al giorno, con notevoli variazioni (da un minimo di 5 a un massimo di 12 e, talvolta e transitoriamente, anche più). La maggior parte dei bambini allattati esclusivamente al seno continuano a volere circa 8 poppate al giorno per tutti i primi 6 mesi di vita. Non è vero quindi che riducano spontaneamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lineaquotidiano.net/files/images/biola-il-distributore-automatico-di-latte-crudo-dalla-mucca-alla-bottiglia-foto.jpg" alt="" /><br />
Orientativamente 8 al giorno, con notevoli variazioni (da un minimo di 5 a un massimo di 12 e, talvolta e transitoriamente, anche più). La maggior parte dei bambini allattati esclusivamente al seno continuano a volere circa 8 poppate al giorno per tutti i primi 6 mesi di vita. Non è vero quindi che riducano spontaneamente col tempo il numero di poppate giornaliere. O forse è più corretto dire che questo effettivamente vale solo per una minoranza di bambini. Può capitare, infatti, che un bambino, che fino a un certo momento aveva seguito uno schema alimentare piuttosto regolare, cominci all’improvviso a volere succhiare più spesso. Questo è un comportamento in realtà positivo, che documenta come il bambino sia in grado di richiedere di più in caso di bisogno. </p>
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		<title>Allattamento a richiesta (2 parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 20:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
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La maggior parte dei bambini è pienamente in grado, basandosi sulla propria fame, di succhiare più o meno spesso e più o meno a lungo per ogni singola poppata. Questo è appunto il concetto di alimentazione a domanda, la cui comprensione è fondamentale per condurre con successo l’allattamento al seno. Se, infatti, senza stretta necessità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.minori.it/files/allattamento.jpg" alt="" /><br />
La maggior parte dei bambini è pienamente in grado, basandosi sulla propria fame, di succhiare più o meno spesso e più o meno a lungo per ogni singola poppata. Questo è appunto il concetto di alimentazione a domanda, la cui comprensione è fondamentale per condurre con successo l’allattamento al seno. Se, infatti, senza stretta necessità, il latte materno viene alternato con altri liquidi come latte artificiale, acqua zuccherata o camomille/tisane, allora il bambino succhierà meno al seno materno e stimolerà meno la ghiandola mammaria della mamma, che finirà per sottostimare la produzione di latte, venendo a produrre effettivamente meno latte. </p>
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		<title>Allattamento a richiesta (1 parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 20:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
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A seguito della suzione del bambino si attiva il riflesso di produzione di latte per azione della prolattina. Più il bambino succhia, più prolattina è prodotta dal cervello della mamma e più latte viene prodotto. Nei primi giorni il latte materno prodotto a seguito della montata lattea può essere più o meno abbondante, ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/02/allattamento.jpeg" alt="" /><br />
A seguito della suzione del bambino si attiva il riflesso di produzione di latte per azione della prolattina. Più il bambino succhia, più prolattina è prodotta dal cervello della mamma e più latte viene prodotto. Nei primi giorni il latte materno prodotto a seguito della montata lattea può essere più o meno abbondante, ma la mamma riuscirà ad adeguare la propria produzione secondo le richieste del suo bambino, sempre che questo abbia la possibilità di alimentarsi quando vuole e si attacchi correttamente e quindi efficacemente al seno materno. Una mamma che produce un eccesso di latte, allineerà la propria produzione verso il basso e viceversa una mamma che non produce abbastanza ne può produrre di più, a seconda dell’esigenze del bambino.</p>
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		<title>Come viene regolata la produzione di latte</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 20:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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A distanza di circa 2-3 giorni dopo la fuoriuscita della placenta scatta la montata lattea, la produzione abbondante di latte, che gradualmente viene a sostituire il prezioso latte dei primi giorni, il colostro. Due sono i principali ormoni coinvolti nell’allattamento al seno che vengono rilasciati dalla mamma a seguito della suzione: la prolattina, che induce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2008/07/allattamento.jpg" alt="" /><br />
A distanza di circa 2-3 giorni dopo la fuoriuscita della placenta scatta la montata lattea, la produzione abbondante di latte, che gradualmente viene a sostituire il prezioso latte dei primi giorni, il colostro. Due sono i principali ormoni coinvolti nell’allattamento al seno che vengono rilasciati dalla mamma a seguito della suzione: la prolattina, che induce gli alveoli a produrre latte e l’ossitocina, che aiuta a spremere la ghiandola, contraendo il tessuto muscolare attorno agli alveoli. Più spesso e più a lungo il bambino ha occasione di succhiare al seno, maggiore è la produzione di ossitocina e quella di prolattina. Siccome i due ormoni hanno azioni differenti, può capitare che la madre produca latte a sufficienza, ma non riesca a far uscire adeguatamente il latte perché il riflesso di emissione del latte non agisce adeguatamente. Infatti, quando la madre è stressata, provata dal dolore o sfiduciata, il riflesso di emissione è inibito e il latte ha difficoltà, pur essendo normalmente prodotto, a fuoriuscire. Il relax, l’affetto, la sicurezza in sé sono invece condizioni che favoriscono l’azione dell’ossitocina e, quindi, il riflesso d’emissione del latte. </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"> </p>
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		<title>Com&#8217;è fatta una mammella</title>
		<link>http://irisconcepimento.it/2010/07/06/come-fatta-una-mammella/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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La mammella è nel suo insieme ben più grande della ghiandola mammaria, e questo significa che le dimensioni della mammella non sono in rapporto con la capacità di produrre latte. Mammelle di piccole dimensioni sono capaci di rispondere adeguatamente alle esigenze nutritive del bambino. La ghiandola mammaria è divisa in una decina di settori che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilblogdellemamme.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ilblogdellemamme/allattamento.jpg" alt="" /><br />
La mammella è nel suo insieme ben più grande della ghiandola mammaria, e questo significa che le dimensioni della mammella non sono in rapporto con la capacità di produrre latte. Mammelle di piccole dimensioni sono capaci di rispondere adeguatamente alle esigenze nutritive del bambino. La ghiandola mammaria è divisa in una decina di settori che drenano il latte prodotto indipendentemente l’uno dall’altro facendolo uscire da forellini separati in cima del capezzolo, che possono essere facilmente individuati quando il latte spruzza fuori con vigore dalla mammella. Il capezzolo è prominente per orientare il bambino verso la fonte di nutrimento, più che per consentire al bambino di ancorarsi. Infatti, quest’ultimo quando poppa adeguatamente introduce nella bocca non solo il capezzolo, ma anche buona parte dell’areola attorno al capezzolo. L’areola è inoltre dotata di ghiandolette rilevate lungo la sua circonferenza, capaci di rilasciate un liquido che ha azione protettiva (anche antibatterica) nei confronti dell’areola e una funzione di orientamento olfattivo per il bambino in direzione della fonte di nutrimento.</p>
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		<title>Allattamento naturale</title>
		<link>http://irisconcepimento.it/2010/07/05/allattamento-naturale/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 20:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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Molte mamme si chiedono comprensibilmente se saranno in grado di allattare i propri figli, se avranno sufficiente latte, se sentiranno dolore nell’allattare al seno. Si tratta di buone domande, che trovano comunque la loro principale e rassicurante risposta nell’appartenenza della specie umana, e quindi della donna, ai mammiferi che hanno sviluppato la capacità di produrre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.salvelocs.it/allattamento%20al%20seno.jpg" alt="" /><br />
Molte mamme si chiedono comprensibilmente se saranno in grado di allattare i propri figli, se avranno sufficiente latte, se sentiranno dolore nell’allattare al seno. Si tratta di buone domande, che trovano comunque la loro principale e rassicurante risposta nell’appartenenza della specie umana, e quindi della donna, ai mammiferi che hanno sviluppato la capacità di produrre latte per la propria prole ben 220 milioni d’anni fa. I meccanismi preposti alla produzione di latte sono quindi antichi e allo stesso tempo anche ben collaudati. </p>
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		<title>L&#8217;allergia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
L&#8217;allergia è una reazione esagerata a sostanze altrimenti inoffensive come per esempio pollini, peli di animali e alimenti. Il perché il sistema immunitario reagisca in modo così anomalo non è stato ancora chiarito del tutto; la reazione che si sviluppa poco tempo dopo il contatto con queste sostanze è causata da anticorpi chiamati immunoglobuline E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img src="http://www.repubblica.it/2008/03/motori/motori-aprile-2008/motori-incidenti-allergia/cron_12685613_22080.jpg" alt="" /><br />
L&#8217;allergia è una reazione esagerata a sostanze altrimenti inoffensive come per esempio pollini, peli di animali e alimenti. Il perché il sistema immunitario reagisca in modo così anomalo non è stato ancora chiarito del tutto; la reazione che si sviluppa poco tempo dopo il contatto con queste sostanze è causata da anticorpi chiamati <strong>immunoglobuline E (IgE)</strong>. <strong>L’allergia è familiare</strong>: si eredita la capacità di produrre una quantità esagerata di anticorpi IgE che reagiscono con quelle sostanze, liberando prodotti dell’organismo come l’<strong>istamina </strong>che provocano l’infiammazione in diverse parti del corpo. Se i parenti più stretti sono allergici (specie se lo sono i genitori) il bambino ha un alto rischio di soffrire di allergia nell’infanzia sino all’età dello sviluppo; la comparsa immediata di disturbi sulla pelle, nelle vie respiratorie (raffreddore e asma), agli occhi (congiuntivite), nelle vie digestive (vomito, diarrea) o, progressivamente, tutti assieme (razione anafilattica), a contatto con la stessa sostanza deve far sospettare una causa allergica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prima del concepimento</title>
		<link>http://irisconcepimento.it/2010/06/30/prima-del-concepimento-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se avete preso la fatidica decisione di mettere in cantiere un bebè, prima di procedere è meglio prendere un appuntamento con il Vostro ginecologo per una consulenza preconcezionale. Infatti, ci sono condizioni o malattie che, se non conosciute, prevenute o trattate, potrebbero creare alcuni problemi in gravidanza.
 
Durante questa visita il ginecologo: 
 
- raccoglie una dettagliata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"><img src="http://www.laerdal.com/images/s/ABNRQBMZ.jpg" alt="" /><br />
Se avete preso la fatidica decisione di mettere in cantiere un bebè, prima di procedere è meglio prendere un <strong>appuntamento con il Vostro ginecologo</strong> per una consulenza preconcezionale. Infatti, ci sono condizioni o malattie che, se non conosciute, prevenute o trattate, potrebbero creare alcuni problemi in gravidanza.</p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"> </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="center">Durante questa visita il ginecologo: </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"> </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"><strong>-</strong> raccoglie una dettagliata storia medica della paziente e della sua famiglia (anamnesi personale e familiare). Ci possono essere condizioni o malattie in cui la gravidanza è rischiosa e necessita di trattamenti o accertamenti particolari. Ne citiamo alcune: malattie materne renali, cardiovascolari, immunologiche, diabete, epilessia, sieropositivà per l&#8217;AIDS, malattie genetiche e aborti ripetuti. Sono, inoltre, utili notizie relative allo stato di salute del marito.  </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"> <br />
<strong>-</strong> visita la futura mamma e fa un <a href="http://irisconcepimento.it/esami_laboratorio/esami_sangue/pap_test.html">Pap-test</a>, per escludere che siano presenti problemi ginecologi che potrebbero complicare la gravidanza o che dovrebbero essere risolti prima di iniziarla. </p>
<p style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px" align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il corpo si trasforma</title>
		<link>http://irisconcepimento.it/2010/06/29/il-corpo-si-trasforma/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 04:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>

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		<description><![CDATA[
La gravidanza è un lungo percorso scandito da tappe, 40-41 settimane normalmente, durante le quali la donna perde la sua esclusiva condizione di figlia per diventare mamma e il bambino da nulla, idea, progetto, desiderio, caso…, diventa bambino. È un cammino magico a cui nessuna spiegazione scientifica può togliere il fascino e il mistero che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://2.bp.blogspot.com/_imI8Lwaj7J0/SZnpln7kLVI/AAAAAAAANeA/F8qRcUCnC48/s400/il_corpo.jpg" alt="" /><br />
La gravidanza è un lungo percorso scandito da tappe, 40-41 settimane normalmente, durante le quali la donna perde la sua esclusiva condizione di figlia per diventare mamma e il bambino da nulla, idea, progetto, desiderio, caso…, diventa bambino. È un cammino magico a cui nessuna spiegazione scientifica può togliere il fascino e il mistero che lo accompagnano.<br />
Tecnicamente, si comincia a parlare di gravidanza già a partire dal primo giorno dell&#8217;ultima mestruazione, prima ancora che l&#8217;ovulo venga fecondato: è, infatti, a partire da questa data che viene stabilita, durante la prima visita ginecologica, quella presunta in cui il bimbo dovrebbe venire al mondo. In genere, da questo primo giorno, vengono calcolate una media di 40 settimane che possono diventare 41 o 42, soprattutto nelle primipare (un ritardo di 14 giorni per le mamme al primo figlio è, infatti, un fatto assolutamente normale e piuttosto frequente).</p>
]]></content:encoded>
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