
Nelle prime settimane di sviluppo dell’embrione appaiono, fra gli altri organi, anche le gonadi, che inizialmente sono identiche nei due sessi (ermafroditismo); solo verso la 7a settimana (a partire dal concepimento) cominciano a distinguersi. In un certo senso il feto umano, in origine, è fisicamente “femmina”, almeno fino a quando l’azione dell’androgeno fa sì che l’individuo con cromosoma Y divenga maschio.
Ma anche in questo caso il sistema genitale femminile non scomparirà del tutto: semplicemente resterà allo stato iniziale. Su questo sono stati fatti degli esperimenti molto interessanti sugli animali, che dimostrano come i concetti di “maschio” e “femmina” non siano assoluti ma relativi. Si è p.es. scoperto che se si inietta il testosterone (un ormone maschile) in una giovane femmina di topo, la sua clitoride diventa un pene. Se invece a un topo maschio vengono tolti i testicoli, la sua mascolinità cessa immediatamente, ma se in un secondo momento gli si inietta un estratto attivo di testicolo, la crescita degli organi maschili viene subito ripresa.
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