Ferro, piu’ malformazioni genitali nei bimbi per vita ‘inquinata’

Sono in aumento le malformazioni genitali nei bambini. Colpa della vita ‘inquinata’, con le carni – manzo e pollo in particolare – che contengono estrogeni e sostanze chimiche capaci di ‘disturbare’ il metabolismo degli androgeni. Un dato per tutti: l’ipospadia, un’anomalia dovuta a un incompleto sviluppo dell’uretra, attualmente colpisce un bimbo ogni 150 nati, una frequenza da 2 a 3 volte maggiore rispetto a 30 anni fa. A fare il punto sui problemi andrologici dei più piccoli è Fabio Ferro, chirurgo andrologo per 31 anni al Bambino Gesù di Roma dove ha eseguito, fino al gennaio di quest’anno quando è andato in pensione, 1.600 interventi e 7 mila viste ambulatoriali l’anno. Tra le malformazioni più estreme ci sono anche casi di sindrome di Morris, ovvero la femminilizzazione testicolare, un problema legato a un difetto di differenziazione sessuale: persone geneticamente maschi sviluppano caratteri sessuali secondari femminili e colpiscono un neonato su 20 mila . “Questi casi – spiega all’Adnkronos Salute Ferro, oggi di nuovo al lavoro all’ospedale pediatrico romano come consulente – rappresentano i problemi di maggiore impegno del nostro team (urologo pediatra, genetista, endocrinologo, radiologo, psicologo e medico legale) dedicato ai disordini della differenziazione sessuale, un tempo definiti ‘genitali ambigui’”. Altro campo di intervento è la circoncisione, “intesa come atto terapeutico – spiega ancora Ferro – Dovrebbe essere limitata alla patologia e quindi alla fimosi, che è un restringimento patologico del prepuzio”. Per quanto riguarda invece le scelte religiose, “che meritano il massimo rispetto – aggiunge l’esperto – ciò che va evitato è la banalizzazione degli interventi e il ‘fai da te’. Infatti, anche se condotta con perizia, con il rispetto delle regole chirurgiche, la circoncisione è seguita da complicazioni in misura superiore ad altri interventi ritenuti più complessi. Oltretutto gli errori si vedono. Emorragie, infezioni, fino a celebri episodi di evirazione. Ho visto una ricca collezione di disastri – sottolinea – sia funzionali che estetici, oltre al fatto che la cronaca ha riferito almeno due decessi dopo una circoncisione praticata a domicilio”, ricorda Ferro che considera la sua professione un “impegno anche sociale e di solidarietà”.







































